Evento: presentazione del "Sistema Onnis" per la individuazione delle tribù nuragiche.
Lunedì 27 Febbraio, presso l'Associazione Riprendiamoci la Sardegna, alle ore 20.00 sarà presentato uno studio, depositato in questi giorni alla Soprintendenza di Cagliari, che consente di determinare le tracce archeologiche e i nuclei abitativi che le tribù nuragiche, e prenuragiche, lasciarono sul territorio.
Abbiamo già anticipato su questo quotidiano una breve sintesi della laboriosa ricerca condotta nei mesi scorsi in vari territori dell'isola, e vista la curiosità suscitata abbiamo pensato di rendere fruibile agli appassionati e agli studiosi questo innovativo metodo di indagine brevettato dai ricercatori.
Sarà effettuato un collegamento in "diretta" con i siti rilevati e, al termine, è previsto un dibattito.
Presenta la serata Pierluigi Montalbano che introdurrà l'argomento con una relazione sul "Mondo Nuragico" e, dopo una breve prefazione di Marcello Onnis, sarànno proiettate e commentate le immagini sul maxi schermo dell'Associazione.
La serata è ospitata nei locali di "Sapori di Sardegna", in Viale Colombo 2.
ASSOCIAZIONE CULTURALE APARTITICA O.N.L.U.S.
ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA' SOCIALE
| PER RIAPPROPRIARCI DELLA NOSTRA IDENTITA', E PERCHE' LA SARDEGNA ABBIA IL RUOLO CHE LE COMPETE, PROPONIAMO E ORGANIZZIAMO INCONTRI PER : | |||||||||||
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lunedì 27 febbraio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Lunedì 30 conferenza dibattito sul GALSI a Cagliari
Il giorno 30 gennaio 2012, alle ore 20.00 nella sala “Sapori di Sardegna” in Viale Colombo 2, a Cagliari, presso l’Associazione ONLUS Riprendiamoci la Sardegna verrà proiettato il Film-inchiesta sul gasdotto GALSI dal titolo “Ecran de fumèe” (Cortina di fumo). La pellicola, girata in parte anche in Sardegna, è stata prodotta dalla rete francese “FRANCE3”.
A seguito della visione del Film è previsto un dibattito.
Siete tutti/e invitati/e a partecipare.
GALSI
di Antonio Muscas
Di fronte alla proposta per la realizzazione di grandi opere, al pari di ciò che farebbe un buon padre di famiglia, è fondamentale dare delle risposte precise in termini di Necessità, Importanza strategica, Economicità, Fattibilità dell’opera e Alternative.
La stessa società Galsi ci guida nei primi due quesiti. Sotto vengono riportati alcuni punti a supporto del progetto.
VANTAGGI PER LA SARDEGNA
Le condizioni geografiche della Sardegna e la scarsa disponibilità di risorse naturali locali, hanno reso fino ad oggi il sistema energetico sardo dipendente per il 94% da fonti esterne.
Inoltre, a causa della mancanza del gas naturale, la diversificazione delle fonti di energia in Sardegna segnala una grande dipendenza dal petrolio (77%) e dal carbone (19%), i più inquinanti tra i combustibili fossili.
Degli usi finali di energia circa il 44% è assorbito dal settore industriale, in particolare dalle industrie energivore (40%) del settore metallurgico e di raffinazione che rappresentano l’industria di base nell’isola*.
* fonte: Piano Energetico Ambientale Regionale - Regione Sardegna , Agosto 2006
Fonte: http://www.galsi.it
L'Italia ha deciso di puntare sul potenziamento delle linee di importazione di gas naturale poiché il gas naturale copre oggi una quota importante dei consumi energetici italiani, in particolare per la produzione elettrica, ed è comunque destinato a mantenere un ruolo fondamentale anche con il forte sviluppo delle fonti rinnovabili e di altre fonti alternative.
Il risparmio nei costi energetici che la Sardegna avrà grazie al metano darà un significativo impulso all'economia, favorendo le imprese sarde ad alto consumo di energia già esistenti, grazie all’utilizzo di un’energia più efficiente e meno costosa. Incentiverà inoltre, come è avvenuto nel Mezzogiorno con la metanizzazione, la nascita di nuove attività industriali correlate all'utilizzo del metano come ad esempio l’industria della ceramica, quella cartaria, l’industria del legno, il settore agroalimentare e quello dei materiali di costruzione.
Fonte: http://www.galsi.it/Benefici/index.php/id_menu-148
Riepilogando, risulta che il sistema energetico sardo è dipendente per il 94% da fonti esterne: petrolio (77%) e carbone (19%); e degli usi finali di energia circa il 44% è assorbito dal settore industriale, in particolare dalle industrie energivore (40%) del settore metallurgico e di raffinazione che rappresentano l’industria di base nell’isola. Leggendo più sotto scopriamo che in Italia il gas naturale serve in particolare per la produzione elettrica. Quindi il settore preponderante di impiego d’energia è l’industria.
Ma leggendo quale tipo di industria emergono i primi dubbi relativamente alla conversione al metano. Si legge infatti: “settore metallurgico e di raffinazione”.
In Sardegna l’industria preponderante nella lavorazione dei metalli è l’Alcoa che tra l’altro si trova nelle vicinanze dell’area di approdo del gasdotto. La sua presenza da sola non giustificherebbe certo un’opera del genere e semmai sarebbe sufficiente un punto di prelievo nelle sue vicinanze senza dover poi la condotta attraversare tutta l’isola.
Perchè è necessario questo gasdotto?
Quali saranno i benefici per le imprese della Sardegna derivanti dall'utilizzo del metano?
Riguardo all’industria di raffinazione, appare perfino superfluo fare delle considerazioni in merito. La raffineria per eccellenza in Sardegna è la Saras che non ha certo bisogno di metano in quanto produce da sé energia e addirittura la rivende bruciando il contestatissimo TARGAS.
Relativamente all’uso del metano per la produzione elettrica, bisogna considerare che la Sardegna ha già tre grosse centrali elettriche: Sarlux della Saras, Portovesme, e Fiumesanto. L’isola è sottoposta attualmente all’attenzione degli affaristi dell’energia: eolico, fotovoltaico, biomasse; di cui i giornali ci offrono quotidianamente notizie. Produciamo più energia di quanta ne serva, tanto è vero che la vendiamo al continente trasportandola tramite due cavidotti. Non siamo dotati di un piano energetico regionale o nazionale che imponga a parità di incremento della produzione elettrica da fonti alternative la contemporanea dismissione o il ridimensionamento delle centrali a combustibile fossile. A causa dell’aumento crescente della produzione elettrica e breve ci troveremo a dover gestire problemi di instabilità delle rete e di eccesso della produzione. Quindi, ipotizzare l’impiego del metano per la produzione elettrica è quanto mai fuori luogo.
Proseguendo con le altre analisi servirebbero dati numerici precisi a supporto, ma questi sul sito del GALSI mancano del tutto o sono privi di giustificazione.
Cerchiamo allora di ricavarci noi i dati facendo riferimento quando possibile a fonti precise e semplici calcoli.
Prima di proseguire è bene elencare i settori di impiego del Metano che sono: Industria, Autotrazione e Domestico. Ognuno di essi va trattato in maniera separata.
Industria
Supponendo che già oggi fosse presente il metano in Sardegna, che tipo di industria ci potremmo immaginare e con quali sviluppi? Il progetto e la realizzazione della rete del metano con le sue bretelle implica anni di lavoro, e dal momento della sua messa in funzione, la progettazione e la messa in funzione di un progetto industriale imporrebbe ulteriori anni di attesa. In ogni caso una rete del metano che attraversa l’isola non ha senso per l’industria giacché questa è concentrata lungo le coste soprattutto nella parte meridionale in prossimità del presunto punto di approdo del gasdotto. Va detto che il metano da solo non servirebbe a rilanciare l’industria sarda, testimoni ne sono le industrie nel Nord Italia che non risulta stiano abbandonando o chiudendo a causa degli alti costi energetici; lì il metano ce l’hanno già, quindi le ragioni della crisi vanno ricercate altrove.
In Sardegna abbiamo tanti settori produttivi in crisi che non sarebbero certo aiutati dal metano, anche tenuto conto di quanto dovrebbero aspettare per il suo arrivo. Il rilancio va fatto oggi non fra dieci o vent’anni. L’economia e la produzione in Sardegna vanno ripensate e tra gli obbiettivi da perseguire è indispensabile porre la riduzione dei costi di produzione e l’autonomia energetica degli impianti produttivi; non la dipendenza da un’altra fonte fossile ed esauribile seppur più economica.
Autotrazione
Dal sito dell’ACI possiamo ricavare il numero di vetture circolanti in Italia e Sardegna. Queste sono al 2011 rispettivamente 36.751.311 e 992.959. Ebbene, il parco di auto a gas e metano in tutta Italia si aggira attorno ai 600.000 esemplari. Allora, se il metano è così conveniente perché non ha avuto larga diffusione tra gli autoveicoli? Tanto per cominciare va detto che il gas va stoccato a 220 bar (a differenza dei 7 bar per il GPL), l’impianto ha un costo che si aggira tra i 1200 e i 2300€ (www.landi.it) dipendentemente dalla sua tipologia e va revisionato ogni quattro anni. L’autonomia delle auto a metano è compresa tra i 200 e i 300 Km, quindi quanto mai modesta. Significa che oltre alla seccatura di dover rifornire costantemente serve una distribuzione capillare di rifornitori. Ma in tutto il territorio nazionale i distributori di metano sono 860 (http://www.metanoauto.com/modules.php?name=Distributori). Pochi e concentrati soprattutto nel Nord Italia. Altra questione è rappresentata dal prezzo che da pochi anni è cresciuto tanto da aver ridotto notevolmente il vantaggio con benzina e gasolio.
Se in Sardegna impiegassimo il metano per l’autotrazione dovremmo dotarci anche di rifornitori adeguati distribuiti in maniera capillare. Facendo le debite proporzioni col parco auto nazionale, quante auto a metano circolerebbero e chi avrebbe la convenienza ad aprirsi una stazione di rifornimento? A quanto ammonterebbe l’investimento generale? Ma anche in questo caso, al pari di quanto detto per l’industria: se economicamente fosse vantaggiosa la capillarizzazione dei distributori, basterebbe un punto di approdo unico da dove effettuare rifornimento e distribuzione.
Domestico
Dalle analisi precedenti, l’unica ragione residua per realizzare la rete interna del metano avrebbe come giustificazione l’impiego domestico. In questo settore il consumo preponderante è determinato dal riscaldamento, seguono l’acqua sanitaria e la cottura cibi.
Per stabilire il sistema di riscaldamento più conveniente ci possiamo costruire una tabella dove si mettono a raffronto i combustibili di maggior impiego in Sardegna.
I dati in tabella li ricaviamo volutamente da quanto disponibile in rete per consentire a chiunque di verificarne l’esattezza. In questa vengono riportati in ordine di colonna: Tipologia di combustibile, potere calorifico
inferiore P.C.I. ovvero la capacità di produrre energia; costo del combustibile per unità di misura; tipologia d’impianto e relativo rendimento termico; consumo annuo calcolato per produrre 10000 kWh (consumo medio a famiglia), costo annuo totale riferito a 10000 kWh di energia prodotta, spesa in % riferita al metano e con caldaia tradizionale; costo in €cent a kWh.
Dai dati riportati emerge che, a esclusione di GPL,Gasolio e aria propanata, tutti gli altri combustibili per riscaldamento risultano più vantaggiosi del metano. Addirittura lo è l’aria condizionata.
Ovvero, in Sardegna, ai prezzi attuali di mercato, il metano non è conveniente per il riscaldamento domestico.
E anche se lo fosse dovremmo inserire nel bilancio di spesa la sostituzione di gran parte degli impianti già presenti con caldaie apposite.
Relativamente all’acqua sanitaria, è utile fare alcune considerazioni: l’investimento per l’installazione di un pannello solare termico consente con gli impianti più moderni di avere acqua calda praticamente tutto l’anno al solo costo dell’acqua; in inverno con un maggiore investimento si può installare un impianto di riscaldamento (legna, pellet, pompa di calore) integrato con acqua sanitaria e addirittura integrare l’impianto di riscaldamento con quello solare.
Quindi investire nell’installazione di una caldaia a metano per la produzione di acqua sanitaria considerando i costi di investimento e le alternative presenti non è economicamente conveniente.
Considerazioni
La scelta del metano poteva essere giustificabile qualche decennio fa. In Sardegna non c’è il metano, non c’è la rete e non ci sono impianti per il suo impiego. Se anche fosse economicamente conveniente la metanizzazione comporterebbe, oltre alla realizzazione della condotta principale e relative diramazioni, la sostituzione di gran parte degli impianti: caldaie, scaldini, forni, generatori, ecc. con tempi e costi difficilmente calcolabili e non sempre sostenibili. L’investimento non riguarderebbe la sola rete ma lo stravolgimento in toto del nostro sistema energetico.
Il metano è una fonte combustibile fossile in via di esaurimento; ha un prezzo che negli ultimi anni sta crescendo in maniera indeterminata. In Sardegna la situazione sarebbe ancora peggiore perché ci troveremo praticamente in una condizione di monopolio. Ma se anche tutto questo non fosse vero, scegliere il metano significherebbe investire ingenti risorse per renderci ancora dipendenti da un combustibile che, seppur meno del petrolio, è inquinante e proviene da un paese dove vige una dittatura oppressiva. Senza dimenticare che dipendenza dall’esterno significa emorragia di capitali verso l’esterno.
Produzione in proprio invece significa mantenere il capitale all’interno del proprio territorio e poterlo reimpiegare a proprio uso e beneficio.
Quella del metano non è la strada per la nostra autonomia. La scelta del metano ci lascerebbe ancorati al passato mentre la nostra scommessa sono le nuove tecnologie, l’integrazione di diverse soluzioni e di diverse fonti di approvvigionamento, in primis l’efficienza energetica -che da sola senza grossi sforzi può comportare tagli pesanti sul consumo- poi l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico, la geotermia e le biomasse.
Dirottare miliardi di euro sul metano -perché questo è il costo per costruire le ramificazioni dentro la Sardegna che dalla condotta principale di diramano verso ogni paese dell’isola- significa non poter spendere per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie. Perché le risorse non sono infinite e la crisi sta imponendo drastici tagli su tutti i fronti. Dare in gestione a pochi fornitori il mercato dell’energia significa compromettere la creazione di posti di lavoro reali nella ricerca, sviluppo, progettazione e realizzazione di nuove soluzioni.
Dare in mano a pochi la gestione dell’energia significa toglierla a tanti piccoli produttori, significa compromettere la possibilità di ridistribuire gli utili e creare reale sviluppo. La Sardegna può essere all’avanguardia nella creazione delle isole di produzione energetica, nello sviluppo delle reti intelligenti per la loro gestione. L’assenza del metano può essere un’occasione per fare un salto tecnologico in avanti. Questa è anche un’ulteriore ragione per opporsi ai mega parchi eolici e ai mega impianti fotovoltaici perché parimenti vale per loro lo stesso ragionamento che per il metano: l’affrancamento dalle grosse società private di produzione, distribuzione e gestione dell’energia.
Tutto ciò non è fantascienza: è quanto già la tecnologia e il saper umano ci offrono. Ma per farlo ci vuole una classe dirigente capace, coraggiosa e visionaria e ci vuole uno sforzo enorme. Ci vuole un piano energetico regionale che ci dica prima di tutto di cosa abbiamo realmente bisogno, cosa è realmente necessario. Ci vuole un piano di sviluppo territoriale e sociale per stabilire cosa vogliamo diventare e come vogliamo la nostra terra nel futuro. Ci vuole informazione approfondita, ausilio di tecnici validi, condivisione delle scelte. Ci vogliono i numeri a supporto delle scelte effettuate. Mentre al momento si vedono solo considerazioni superficiali basate su luoghi comuni.
Oggi più che mai il nostro futuro è legato alle decisioni che ora ci troviamo a dover prendere. Non c’è un altro momento per farlo.
Il nostro futuro dipenderà dalle risorse che avremo a disposizione e da come le utilizzeremo e ne concilieremo l’uso in equilibrio con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Dipenderà dall’autonomia energetica ed economica che riusciremo a raggiungere, che significa anche autonomia culturale e non sudditanza alle imposizioni ideologiche esterne che ci stanno impoverendo e devastando sotto tutti i punti di vista.
E in Sardegna le risorse le abbiamo, e sono quelle naturali: sole, vento, acqua, foreste, per citarne alcune; sono le risorse umane: le migliaia di tecnici e professionisti che operano nel territorio regionale e nazionale e che potrebbero essere coinvolti efficacemente in quest’avventura. Risorse umane che inevitabilmente resterebbero escluse da un progetto nato fuori dal nostro territorio e la cui realizzazione necessita di imprese specialistiche e professionalità esterne, fatto salvo l’impiego di qualche maestranza per compiti generici.
Il nostro sforzo e il nostro impegno dovranno essere convogliati nella gestione diretta e razionale delle nostre risorse. Non c’è un’altra strada percorribile.
Siamo a un bivio e dobbiamo scegliere se arroccarci in posizione di sudditanza e dipendenza dall’esterno o scommettere su un percorso che conduca alla nostra reale autonomia. A noi la scelta.
Fonti
http://energia.supermoney.eu/risultati-confronto/
http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=5264651
http://www.isgas.it/gas/export/sites/default/www/Sinistra/UfficioClienti/tariffe.html
http://www.ecomotori.net/elenco-distributori/elenco-distributori-metano/europe/italy.html
http://www.aci.it/sezione-istituzionale/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche.html
http://ecomobile.it/risparmio/risparmio_index.htm
http://www.assistal.it/pub/pan/Periti%20Industriali.pdf
http://www.nextville.it/temi-utili/12
A seguito della visione del Film è previsto un dibattito.
Siete tutti/e invitati/e a partecipare.
GALSI
di Antonio Muscas
Di fronte alla proposta per la realizzazione di grandi opere, al pari di ciò che farebbe un buon padre di famiglia, è fondamentale dare delle risposte precise in termini di Necessità, Importanza strategica, Economicità, Fattibilità dell’opera e Alternative.
La stessa società Galsi ci guida nei primi due quesiti. Sotto vengono riportati alcuni punti a supporto del progetto.
VANTAGGI PER LA SARDEGNA
Le condizioni geografiche della Sardegna e la scarsa disponibilità di risorse naturali locali, hanno reso fino ad oggi il sistema energetico sardo dipendente per il 94% da fonti esterne.
Inoltre, a causa della mancanza del gas naturale, la diversificazione delle fonti di energia in Sardegna segnala una grande dipendenza dal petrolio (77%) e dal carbone (19%), i più inquinanti tra i combustibili fossili.
Degli usi finali di energia circa il 44% è assorbito dal settore industriale, in particolare dalle industrie energivore (40%) del settore metallurgico e di raffinazione che rappresentano l’industria di base nell’isola*.
* fonte: Piano Energetico Ambientale Regionale - Regione Sardegna , Agosto 2006
Fonte: http://www.galsi.it
L'Italia ha deciso di puntare sul potenziamento delle linee di importazione di gas naturale poiché il gas naturale copre oggi una quota importante dei consumi energetici italiani, in particolare per la produzione elettrica, ed è comunque destinato a mantenere un ruolo fondamentale anche con il forte sviluppo delle fonti rinnovabili e di altre fonti alternative.
Il risparmio nei costi energetici che la Sardegna avrà grazie al metano darà un significativo impulso all'economia, favorendo le imprese sarde ad alto consumo di energia già esistenti, grazie all’utilizzo di un’energia più efficiente e meno costosa. Incentiverà inoltre, come è avvenuto nel Mezzogiorno con la metanizzazione, la nascita di nuove attività industriali correlate all'utilizzo del metano come ad esempio l’industria della ceramica, quella cartaria, l’industria del legno, il settore agroalimentare e quello dei materiali di costruzione.
Fonte: http://www.galsi.it/Benefici/index.php/id_menu-148
Riepilogando, risulta che il sistema energetico sardo è dipendente per il 94% da fonti esterne: petrolio (77%) e carbone (19%); e degli usi finali di energia circa il 44% è assorbito dal settore industriale, in particolare dalle industrie energivore (40%) del settore metallurgico e di raffinazione che rappresentano l’industria di base nell’isola. Leggendo più sotto scopriamo che in Italia il gas naturale serve in particolare per la produzione elettrica. Quindi il settore preponderante di impiego d’energia è l’industria.
Ma leggendo quale tipo di industria emergono i primi dubbi relativamente alla conversione al metano. Si legge infatti: “settore metallurgico e di raffinazione”.
In Sardegna l’industria preponderante nella lavorazione dei metalli è l’Alcoa che tra l’altro si trova nelle vicinanze dell’area di approdo del gasdotto. La sua presenza da sola non giustificherebbe certo un’opera del genere e semmai sarebbe sufficiente un punto di prelievo nelle sue vicinanze senza dover poi la condotta attraversare tutta l’isola.
Perchè è necessario questo gasdotto?
Quali saranno i benefici per le imprese della Sardegna derivanti dall'utilizzo del metano?
Riguardo all’industria di raffinazione, appare perfino superfluo fare delle considerazioni in merito. La raffineria per eccellenza in Sardegna è la Saras che non ha certo bisogno di metano in quanto produce da sé energia e addirittura la rivende bruciando il contestatissimo TARGAS.
Relativamente all’uso del metano per la produzione elettrica, bisogna considerare che la Sardegna ha già tre grosse centrali elettriche: Sarlux della Saras, Portovesme, e Fiumesanto. L’isola è sottoposta attualmente all’attenzione degli affaristi dell’energia: eolico, fotovoltaico, biomasse; di cui i giornali ci offrono quotidianamente notizie. Produciamo più energia di quanta ne serva, tanto è vero che la vendiamo al continente trasportandola tramite due cavidotti. Non siamo dotati di un piano energetico regionale o nazionale che imponga a parità di incremento della produzione elettrica da fonti alternative la contemporanea dismissione o il ridimensionamento delle centrali a combustibile fossile. A causa dell’aumento crescente della produzione elettrica e breve ci troveremo a dover gestire problemi di instabilità delle rete e di eccesso della produzione. Quindi, ipotizzare l’impiego del metano per la produzione elettrica è quanto mai fuori luogo.
Proseguendo con le altre analisi servirebbero dati numerici precisi a supporto, ma questi sul sito del GALSI mancano del tutto o sono privi di giustificazione.
Cerchiamo allora di ricavarci noi i dati facendo riferimento quando possibile a fonti precise e semplici calcoli.
Prima di proseguire è bene elencare i settori di impiego del Metano che sono: Industria, Autotrazione e Domestico. Ognuno di essi va trattato in maniera separata.
Industria
Supponendo che già oggi fosse presente il metano in Sardegna, che tipo di industria ci potremmo immaginare e con quali sviluppi? Il progetto e la realizzazione della rete del metano con le sue bretelle implica anni di lavoro, e dal momento della sua messa in funzione, la progettazione e la messa in funzione di un progetto industriale imporrebbe ulteriori anni di attesa. In ogni caso una rete del metano che attraversa l’isola non ha senso per l’industria giacché questa è concentrata lungo le coste soprattutto nella parte meridionale in prossimità del presunto punto di approdo del gasdotto. Va detto che il metano da solo non servirebbe a rilanciare l’industria sarda, testimoni ne sono le industrie nel Nord Italia che non risulta stiano abbandonando o chiudendo a causa degli alti costi energetici; lì il metano ce l’hanno già, quindi le ragioni della crisi vanno ricercate altrove.
In Sardegna abbiamo tanti settori produttivi in crisi che non sarebbero certo aiutati dal metano, anche tenuto conto di quanto dovrebbero aspettare per il suo arrivo. Il rilancio va fatto oggi non fra dieci o vent’anni. L’economia e la produzione in Sardegna vanno ripensate e tra gli obbiettivi da perseguire è indispensabile porre la riduzione dei costi di produzione e l’autonomia energetica degli impianti produttivi; non la dipendenza da un’altra fonte fossile ed esauribile seppur più economica.
Autotrazione
Dal sito dell’ACI possiamo ricavare il numero di vetture circolanti in Italia e Sardegna. Queste sono al 2011 rispettivamente 36.751.311 e 992.959. Ebbene, il parco di auto a gas e metano in tutta Italia si aggira attorno ai 600.000 esemplari. Allora, se il metano è così conveniente perché non ha avuto larga diffusione tra gli autoveicoli? Tanto per cominciare va detto che il gas va stoccato a 220 bar (a differenza dei 7 bar per il GPL), l’impianto ha un costo che si aggira tra i 1200 e i 2300€ (www.landi.it) dipendentemente dalla sua tipologia e va revisionato ogni quattro anni. L’autonomia delle auto a metano è compresa tra i 200 e i 300 Km, quindi quanto mai modesta. Significa che oltre alla seccatura di dover rifornire costantemente serve una distribuzione capillare di rifornitori. Ma in tutto il territorio nazionale i distributori di metano sono 860 (http://www.metanoauto.com/modules.php?name=Distributori). Pochi e concentrati soprattutto nel Nord Italia. Altra questione è rappresentata dal prezzo che da pochi anni è cresciuto tanto da aver ridotto notevolmente il vantaggio con benzina e gasolio.
Se in Sardegna impiegassimo il metano per l’autotrazione dovremmo dotarci anche di rifornitori adeguati distribuiti in maniera capillare. Facendo le debite proporzioni col parco auto nazionale, quante auto a metano circolerebbero e chi avrebbe la convenienza ad aprirsi una stazione di rifornimento? A quanto ammonterebbe l’investimento generale? Ma anche in questo caso, al pari di quanto detto per l’industria: se economicamente fosse vantaggiosa la capillarizzazione dei distributori, basterebbe un punto di approdo unico da dove effettuare rifornimento e distribuzione.
Domestico
Dalle analisi precedenti, l’unica ragione residua per realizzare la rete interna del metano avrebbe come giustificazione l’impiego domestico. In questo settore il consumo preponderante è determinato dal riscaldamento, seguono l’acqua sanitaria e la cottura cibi.
Per stabilire il sistema di riscaldamento più conveniente ci possiamo costruire una tabella dove si mettono a raffronto i combustibili di maggior impiego in Sardegna.
I dati in tabella li ricaviamo volutamente da quanto disponibile in rete per consentire a chiunque di verificarne l’esattezza. In questa vengono riportati in ordine di colonna: Tipologia di combustibile, potere calorifico
inferiore P.C.I. ovvero la capacità di produrre energia; costo del combustibile per unità di misura; tipologia d’impianto e relativo rendimento termico; consumo annuo calcolato per produrre 10000 kWh (consumo medio a famiglia), costo annuo totale riferito a 10000 kWh di energia prodotta, spesa in % riferita al metano e con caldaia tradizionale; costo in €cent a kWh.
Dai dati riportati emerge che, a esclusione di GPL,Gasolio e aria propanata, tutti gli altri combustibili per riscaldamento risultano più vantaggiosi del metano. Addirittura lo è l’aria condizionata.
Ovvero, in Sardegna, ai prezzi attuali di mercato, il metano non è conveniente per il riscaldamento domestico.
E anche se lo fosse dovremmo inserire nel bilancio di spesa la sostituzione di gran parte degli impianti già presenti con caldaie apposite.
Relativamente all’acqua sanitaria, è utile fare alcune considerazioni: l’investimento per l’installazione di un pannello solare termico consente con gli impianti più moderni di avere acqua calda praticamente tutto l’anno al solo costo dell’acqua; in inverno con un maggiore investimento si può installare un impianto di riscaldamento (legna, pellet, pompa di calore) integrato con acqua sanitaria e addirittura integrare l’impianto di riscaldamento con quello solare.
Quindi investire nell’installazione di una caldaia a metano per la produzione di acqua sanitaria considerando i costi di investimento e le alternative presenti non è economicamente conveniente.
Considerazioni
La scelta del metano poteva essere giustificabile qualche decennio fa. In Sardegna non c’è il metano, non c’è la rete e non ci sono impianti per il suo impiego. Se anche fosse economicamente conveniente la metanizzazione comporterebbe, oltre alla realizzazione della condotta principale e relative diramazioni, la sostituzione di gran parte degli impianti: caldaie, scaldini, forni, generatori, ecc. con tempi e costi difficilmente calcolabili e non sempre sostenibili. L’investimento non riguarderebbe la sola rete ma lo stravolgimento in toto del nostro sistema energetico.
Il metano è una fonte combustibile fossile in via di esaurimento; ha un prezzo che negli ultimi anni sta crescendo in maniera indeterminata. In Sardegna la situazione sarebbe ancora peggiore perché ci troveremo praticamente in una condizione di monopolio. Ma se anche tutto questo non fosse vero, scegliere il metano significherebbe investire ingenti risorse per renderci ancora dipendenti da un combustibile che, seppur meno del petrolio, è inquinante e proviene da un paese dove vige una dittatura oppressiva. Senza dimenticare che dipendenza dall’esterno significa emorragia di capitali verso l’esterno.
Produzione in proprio invece significa mantenere il capitale all’interno del proprio territorio e poterlo reimpiegare a proprio uso e beneficio.
Quella del metano non è la strada per la nostra autonomia. La scelta del metano ci lascerebbe ancorati al passato mentre la nostra scommessa sono le nuove tecnologie, l’integrazione di diverse soluzioni e di diverse fonti di approvvigionamento, in primis l’efficienza energetica -che da sola senza grossi sforzi può comportare tagli pesanti sul consumo- poi l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico, la geotermia e le biomasse.
Dirottare miliardi di euro sul metano -perché questo è il costo per costruire le ramificazioni dentro la Sardegna che dalla condotta principale di diramano verso ogni paese dell’isola- significa non poter spendere per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie. Perché le risorse non sono infinite e la crisi sta imponendo drastici tagli su tutti i fronti. Dare in gestione a pochi fornitori il mercato dell’energia significa compromettere la creazione di posti di lavoro reali nella ricerca, sviluppo, progettazione e realizzazione di nuove soluzioni.
Dare in mano a pochi la gestione dell’energia significa toglierla a tanti piccoli produttori, significa compromettere la possibilità di ridistribuire gli utili e creare reale sviluppo. La Sardegna può essere all’avanguardia nella creazione delle isole di produzione energetica, nello sviluppo delle reti intelligenti per la loro gestione. L’assenza del metano può essere un’occasione per fare un salto tecnologico in avanti. Questa è anche un’ulteriore ragione per opporsi ai mega parchi eolici e ai mega impianti fotovoltaici perché parimenti vale per loro lo stesso ragionamento che per il metano: l’affrancamento dalle grosse società private di produzione, distribuzione e gestione dell’energia.
Tutto ciò non è fantascienza: è quanto già la tecnologia e il saper umano ci offrono. Ma per farlo ci vuole una classe dirigente capace, coraggiosa e visionaria e ci vuole uno sforzo enorme. Ci vuole un piano energetico regionale che ci dica prima di tutto di cosa abbiamo realmente bisogno, cosa è realmente necessario. Ci vuole un piano di sviluppo territoriale e sociale per stabilire cosa vogliamo diventare e come vogliamo la nostra terra nel futuro. Ci vuole informazione approfondita, ausilio di tecnici validi, condivisione delle scelte. Ci vogliono i numeri a supporto delle scelte effettuate. Mentre al momento si vedono solo considerazioni superficiali basate su luoghi comuni.
Oggi più che mai il nostro futuro è legato alle decisioni che ora ci troviamo a dover prendere. Non c’è un altro momento per farlo.
Il nostro futuro dipenderà dalle risorse che avremo a disposizione e da come le utilizzeremo e ne concilieremo l’uso in equilibrio con il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Dipenderà dall’autonomia energetica ed economica che riusciremo a raggiungere, che significa anche autonomia culturale e non sudditanza alle imposizioni ideologiche esterne che ci stanno impoverendo e devastando sotto tutti i punti di vista.
E in Sardegna le risorse le abbiamo, e sono quelle naturali: sole, vento, acqua, foreste, per citarne alcune; sono le risorse umane: le migliaia di tecnici e professionisti che operano nel territorio regionale e nazionale e che potrebbero essere coinvolti efficacemente in quest’avventura. Risorse umane che inevitabilmente resterebbero escluse da un progetto nato fuori dal nostro territorio e la cui realizzazione necessita di imprese specialistiche e professionalità esterne, fatto salvo l’impiego di qualche maestranza per compiti generici.
Il nostro sforzo e il nostro impegno dovranno essere convogliati nella gestione diretta e razionale delle nostre risorse. Non c’è un’altra strada percorribile.
Siamo a un bivio e dobbiamo scegliere se arroccarci in posizione di sudditanza e dipendenza dall’esterno o scommettere su un percorso che conduca alla nostra reale autonomia. A noi la scelta.
Fonti
http://energia.supermoney.eu/risultati-confronto/
http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=5264651
http://www.isgas.it/gas/export/sites/default/www/Sinistra/UfficioClienti/tariffe.html
http://www.ecomotori.net/elenco-distributori/elenco-distributori-metano/europe/italy.html
http://www.aci.it/sezione-istituzionale/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche.html
http://ecomobile.it/risparmio/risparmio_index.htm
http://www.assistal.it/pub/pan/Periti%20Industriali.pdf
http://www.nextville.it/temi-utili/12
giovedì 12 gennaio 2012
Lunedì 16 Gennaio 2012
Appuntamento con Claudia Zuncheddu e con la vicenda Galsi, ossia il metanodotto che dovrebbe collegare l'Africa con l'Europa passando per la Sardegna. La consigliera illustrerà le ragioni del no all'opera mastodontica che sventrerà da sud verso nord l'intera isola. Per motivi di indisponibilità, dovuti a impegni presi in precedenza, mancherà il contradditorio con Mauro Pili, promotore del metanodotto.
Lunedì alle 20.00, nella Sala "Sapori di Sardegna" in Viale Colombo 2, a Cagliari. Ingresso libero.
Lunedì alle 20.00, nella Sala "Sapori di Sardegna" in Viale Colombo 2, a Cagliari. Ingresso libero.
sabato 26 novembre 2011
Appuntamento del 28 Novembre 2011
Incontro con il regista Peter Marcias, alle ore 20.00 in Viale Colombo 2 a Cagliari, nella sala Sapori di Sardegna, a cura dell'associazione "Riprendiamoci la Sardegna".
Il regista è attualmente impegnato nella realizzazione del suo nuovo film e coinvolgerà la nostra associazione alla ricerca di comparse e attori.
Il regista è attualmente impegnato nella realizzazione del suo nuovo film e coinvolgerà la nostra associazione alla ricerca di comparse e attori.
giovedì 17 novembre 2011
Eventi
Appuntamenti dell'Associazione:
Venerdì 18, ore 20.00, al Teatro di Sinnai, 20° compleanno di "Effimero Meraviglioso".
Spettacolo, buffet gratuito e intrattenimento per festeggiare tutti insieme il raggiungimento di questo importante traguardo.
I soci di "Riprendiamoci la Sardegna" sono invitati ad intervenire.
Sabato 19, ore 18.00, a Caglisri, presso il chiostro di San Francesco di Stampace, nel Corso Vittorio Emanuele 56, (Ristorante Re Artù), presentazione in anteprima del libro di Pierluigi Montalbano: "Antichi Popoli del Mediterraneo". Saranno presenti l'autore e l'editore (Capone - Lecce).
Lunedì 21, ore 20.00, a Cagliari nella sede Sapori di Sardegna, Viale Colombo 2, l'Associazione Riprendiamoci la Sardegna ha organizzato un incontro con lo scrittore Antonello Usai che presenterà, e regalerà ai presenti, il libro: "Platone e le Colonne d'Ercole". Un approfondito studio sugli autori antichi suggerisce il posizionamento esatto delle Colonne, aprendo una strada sull'interpretazione degli scritti di Platone.
Venerdì 18, ore 20.00, al Teatro di Sinnai, 20° compleanno di "Effimero Meraviglioso".
Spettacolo, buffet gratuito e intrattenimento per festeggiare tutti insieme il raggiungimento di questo importante traguardo.
I soci di "Riprendiamoci la Sardegna" sono invitati ad intervenire.
Sabato 19, ore 18.00, a Caglisri, presso il chiostro di San Francesco di Stampace, nel Corso Vittorio Emanuele 56, (Ristorante Re Artù), presentazione in anteprima del libro di Pierluigi Montalbano: "Antichi Popoli del Mediterraneo". Saranno presenti l'autore e l'editore (Capone - Lecce).
Lunedì 21, ore 20.00, a Cagliari nella sede Sapori di Sardegna, Viale Colombo 2, l'Associazione Riprendiamoci la Sardegna ha organizzato un incontro con lo scrittore Antonello Usai che presenterà, e regalerà ai presenti, il libro: "Platone e le Colonne d'Ercole". Un approfondito studio sugli autori antichi suggerisce il posizionamento esatto delle Colonne, aprendo una strada sull'interpretazione degli scritti di Platone.
domenica 13 novembre 2011
Appuntamenti culturali
Lunedì 21 Novembre, alle ore 20.00, presso la sala Sapori di Sardegna in Viale Colombo a Cagliari, l'associazione Riprendiamoci la Sardegna ospiterà il relatore Antonello Usai che presenterà, con l'ausilio di immagini proiettate, l'argomento: "Le Colonne d'Ercole"
venerdì 4 novembre 2011
Lunedì 7 appuntamento in Associazione
Lunedì 7 Novembre, alle ore 20.00, presso la sala Sapori di Sardegna in Viale Colombo a Cagliari, l'associazione Riprendiamoci la Sardegna ospiterà il relatore M.Fenu che presenterà la legge di iniziativa popolare per la conservazione e valorizzazione dei prodotti sardi.
giovedì 3 novembre 2011
Presentazione libro a Cagliari

Sabato 19 Novembre a Cagliari, presso il Chiostro di San Francesco di Stampace, sarà presentato in anteprima nazionale il nuovo libro di Pierluigi Montalbano: "Antichi Popoli del Mediterraneo".
Il nuovo lavoro dello scrittore, pubblicato da Capone Editore - Lecce - sarà in distribuzione nelle librerie italiane a partire dal mese di Novembre 2011 (costo 12 Euro).
La serata sarà introdotta dall'architetto Edoardo di Siena che presenterà una relazione sul chiostro di San Francesco. La chiesa fu edificata alla fine del 1200 dai frati Francescani conventuali.
Un fulmine, il 1/11/1871, e diverse vicissitudini ne determinarono la distruzione.
Secondo la tradizione, Violante Carroz, contessa di Quirra (1456 - 1510), fu sepolta all’angolo sinistro, fuori dalla chiesa in un’arca in pietra col suo stemma scolpito. Questa ricca e potente Signora del secolo XV aveva fatto trucidare il suo cappellano nella valle di Ales, suo feudo, dove a sue spese eresse la bella cattedrale.
Il malcapitato si rifiutava di sciogliere il terzo matrimonio della contessa. Per fare penitenza del suo fallo si ritirò in una piccola cella nell’ingresso a destra del chiostro dove morì umile e penitente, ordinando nel suo testamento che fosse seppellita fuori di chiesa.
Il locale nel quale sarà presentato il libro, salvato dalla demolizione, faceva parte del chiostro e del convento che affiancava la chiesa. Le immagini saranno proiettate proprio in questa celletta.
Sunto del libro:
Il mare, fin dall’alba dei tempi, rappresenta una risorsa vitale per l’umanità. Le più floride civiltà si svilupparono in prossimità delle coste, laddove le risorse ittiche ampliavano la scelta dei prodotti commestibili e le foci dei grandi fiumi regalavano acqua dolce, terreni fertili e possibilità di trasporto su zattere.
Circa 15.000 anni fa lo scioglimento dei ghiacci provocò l’innalzamento del livello del mare di 150 metri costringendo l’uomo ad abbandonare le zone precedentemente occupate e sfruttate; uomo che, allo stesso tempo, affrontava la necessità di un rinnovamento delle tecniche di caccia, dovendo adattarsi all’estinzione dei grandi animali conseguente ad un profondo cambiamento climatico.
Sfruttando le conoscenze nautiche, acquisite in millenni di navigazione sottocosta, i più audaci si spinsero verso luoghi con clima mite, approdando in quei territori dove l’agricoltura poteva diffondersi.
In mancanza di testi scritti, le testimonianze archeologiche portate alla luce lasciano molti dubbi sull’origine dell’uomo neolitico. Conosciamo il suo “stile di vita” ma non riusciamo a capire a fondo i meccanismi che hanno comportato il più grande salto evolutivo della storia dell’uomo.
Uno degli indizi più efficaci per capire l’evoluzione degli antichi popoli del Mediterraneo è costituito dalle rotte navali dell’ossidiana, percorse almeno dal 10.000 a.C.
La capacità di addomesticare piante e animali, il culto dei defunti, le tracce architettoniche e la religiosità basata sulla Dea Madre arricchiscono il quadro d’indagine di questo lavoro,
Curiosamente, la civiltà più evoluta della storia marinara, la minoica, non aveva necessità di costruire fortezze difensive per proteggere i porti: i minoici dominavano il mare e nessuno osava aggredirli. Solo una catastrofe naturale, l’eruzione del vulcano Santorini, che colpì il centro nevralgico del loro impero, oscurò quella stella.
Il libro si chiude con un approfondimento su una delle più antiche e misteriose civiltà occidentali, quella nuragica. Porti e approdi della Sardegna, sono descritti minuziosamente, così da proporre al lettore un esempio di civiltà costiera dell’epoca, capace di edificare oltre 8000 torri per il controllo del territorio e per altre funzioni.
Al termine della serata sarà possibile cenare nella sala del chiostro al costo di 15 Euro. Sarà preparato un menù di epoca nuragica. Si consiglia di prenotare con qualche giorno di anticipo in quanto i posti sono limitati.
sabato 22 ottobre 2011
Appuntamento culturale con l'Associaziuone "Riprendiamoci la Sardegna"
Lunedì sera, alle ore 20.00, presso la sala Sapori di Sardegna in Viale Colombo, Maria Assunta Calvisi presenterà la stagione di prosa del Teatro di Sinnai, curata dall'organizzazione "Effimero Meraviglioso". Saranno presenti alcuni attori del cast di varie opere che si esibiranno in brevi brani contenuti nel programma della stagione.
mercoledì 12 ottobre 2011
Appuntamento Martedì 18 Ottobre.
Martedì 18 (anziché lunedì 17), appuntamento con l'Associazione Riprendiamoci la Sardegna. Parlerà il soprintendente lirico di Cagliari Gennaro Di Benedetto che presenterà la nuova stagione concertistica e la situazione dell'Ente Lirico. E' prevista la partecipazione del direttore di produzione Marco Maimeri. Ospite d'onore la grande violinista Anna Tifu. Ore 20.00 sala Sapori di Sardegna, in Viale Colombo.
lunedì 10 ottobre 2011
Convegno: "Il Santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri"

Convegno (4 giornate): “Il Santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri”
Cagliari, Giovedì 27 ottobre 2011
Aula Verde, Cittadella dei musei, Piazza Arsenale
ore 14:30, Registrazione partecipanti
ore 15:00, Saluto Autorità.
- Giovanni Melis (Magnifico Rettore Università di Cagliari)
- Ugo Cappellaci (presidente della Giunta Regione Sardegna)
- Mons. Giuseppe Mani, Presidente Conferenza Episcopale Sarda e Arcivescovo Diocesi di Cagliari
- Roberto Coroneo (Preside facoltà lettere e filosofia Università di Cagliari)
- Antonio Cadeddu (preside facoltà di scienze della formazione primaria)
- Ernestina Giudici (preside economia)
- Simonetta Angiolillo (direttore dipartimento di scienze archeologiche e storico artistiche dell’università di Cagliari)
- Graziano Milia (presidente Provincia di Cagliari)
- Massimo Zedda (sindaco di Cagliari)
- Samuele Antonio Gaviano (sindaco di Serri)
- Antonio Orgiana (presidente consorzio dei laghi)
- Eugenio Lai (presidente Comunità Montana)
- Marta Ecca (Assessore Politiche giovanili e Università della Provincia di Cagliari)
- Federico Porcedda (Presidente Associazione GB)
- Mario Floris (assessore agli affari generali della Regione Sardegna)
- Piero Comandini (assessore alle attività produttive e turismo della Provincia di Cagliari)
ore 16:00, Inizio lavori Moderatori: Moreno Pisano e Claudia Sarritzu
- Ciccilloni R. – Paglietti G. : Santa Vittoria di Serri: una storia degli studi
- Montalbano P. : Le rotonde nuragiche, governo e religiosità si incontrano
ore 17:00, Coffee break
- Trudu E. : Serri e Santa Vittoria in periodo Romano
- Nieddu F. :
ore 17:50, dimostrazioni gastronomiche di piatti tipici di Serri e possibilità di visitare il museo archeologico dove sono esposti i bronzetti rinvenuti nel santuario nuragico di Santa Vittoria
Sala Consiliare della Provincia di Cagliari,Palazzo Regio
ore 18:45, Concerto del Coro Polifonico Santa Lucia di Serri
Serri , Venerdì 28 ottobre
Agriturismo Villaggio Santa Vittoria, presso l’omonima area archeologica
ore 9:00, Registrazione partecipanti. Laboratorio di ceramica per i bambini delle scuole primarie, laboratorio di panificazione e visita al Santuario Nuragico di Santa Vittoria
ore 09:30, Inizio lavori. Moderatori: Moreno Pisano e Claudia Sarritzu
- Riassunto giornata precedente e saluti Sindaco di Serri Samuele Antonio Gaviano
- Vernier A. Paesaggio e ambiente della Sardegna centro meridionale
ore 10:30, Coffee break
- Baglivi G. : Il santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri: un originalissimo sistema templare – mercantile del mondo antico
- Palmas A. Sviluppo rurale, il caso del Sarcidano e della Barbagia di Seulo
ore 11:30, dimostrazioni e laboratorio di panificazione a cura del CAS Serri e delle massaie locali.
ore 12:30, Pausa pranzo (è possibile pranzare anche nei punti di ristoro presenti all’interno del centro abitato)
ore 14:45, visita al Santuario Nuragico di Santa Vittoria

Serri Sabato 29 ottobre
Agriturismo Villaggio Santa Vittoria, presso l’omonima area archeologica
ore 9:00, Registrazione partecipanti. Laboratorio di simulazione di scavo archeologico per i bambini dai 6 ai 13 anni.
ore 09:30, Inizio Lavori. Moderatori: Moreno Pisano e Claudia Sarritzu
- Orgiana A. : Lo sviluppo turistico del territorio tramite il Consorzio del Laghi
- Serreli G.:
- Gola E. : Turismo e cultura: la nuova sfida della comunicazione territoriale
- Spano A. : Analisi economica aziendale sulla gestione del sito archeologico
ore 10:30, Coffee break
- Concas R. : Il museo, dalla cultura dei contenuti alla cultura dello sviluppo sostenibile.
- Ghiani S. : "Il ruolo degli Enti locali nella gestione del patrimonio culturale"
- Spano A. : Analisi macro, relativa all’impatto del Sito sull’economia del territorio locale e regionale.
ore 12:15, Chiusura lavori
ore 12:40, Pausa pranzo
ore 14:45, Tra le vie del centro storico: manifestazione Gennas Obertas con mostre, dimostrazioni, presentazione libri, musica tradizionale, con la partecipazione del CAS Serri.
Si possono visitare: Monte Granatico, Chiese, Centro di Aggregazione Sociale con mostre, laboratorio Gastronomico Fam. Pirisi sita in via Santa Vittoria 62.
Le mostre sono: mostra fotografica “Cerrendi Arregodusu” a cura dell’Associazione “Giovani Bronzetti” e "L'eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo", e la Mostra bibliografica: “l'archeologia nelle biblioteche del Sarcidano- Barbagia di Seulo" a cura del sistema bibliotecario Sarcidano- Barbagia di Seulo
ore 16:00, presso il Montegranatico presentazione libro di Pierluigi Montalbano "Signori del mare e del metallo", Interviene Franco Contu, Assessore alla Cultura del Comune di Serri
Domenica, 30 ottobre
Area fieristica di Santa Lucia (incrocio S.S 128 – S.S 198)
Dalle ore 9:00 alle ore 13:00, Mercato dei Produttori
Ingresso libero.
I miei interventi saranno Giovedì pomeriggio alle 16.00 all'Aula Verde della Cittadella dei Musei di Cagliari, e Sabato pomeriggio alle 16.00 nell'area archeologica di Santa Vittoria di Serri. Siete tutti invitati
link di riferimento: http://www.serri2011.it/
venerdì 7 ottobre 2011
Riprende l'attività dell'Associazione.
Dopo la lunga pausa estiva l'Associazione "Riprendiamoci La Sardegna" riprende l'attività lunedì 10 Ottobre alle 20.00, nella sala di Viale Colombo, con una serata dedicata all'elezione dei tre Provibiri e dei tre revisori dei conti. Al termine della votazione è previsto un incontro con il tragediografo Filippo Martinez, regista della serie tv "Sgarbi Quotidiani"
Allego un video che illustra le sue capacità dialettiche.
Allego un video che illustra le sue capacità dialettiche.
lunedì 3 ottobre 2011
2 Ottobre 2011 - Escursione a Sardara

...quando le immagini parlano più delle parole...
Ringrazio la guida mineraria, Ing. Massimo Scanu, l'organizzazione Sentieri Alternativi che ha preparato il momento conviviale, la guida del museo archeologico che ha condotto il gruppo anche al villaggio nuragico e al pozzo sacro di Sant'Anastasia e, naturalmente, ringrazio tutti i partecipanti.

Nei prossimi giorni inserirò un video della manifestazione realizzato dall'amico Giancarlo Musante.
Altre 60 immagini sono state inserite nel profilo facebook.







mercoledì 28 settembre 2011
Viaggio nella Storia - Sardara - Castello, miniere, villaggio nuragico, museo e pozzo sacro.

Riprende l'attività esterna dell'Associazione "Riprendiamoci la Sardegna".
Dopo la pausa estiva, il consiglio direttivo della nostra associazione si è riunito e ha programmato la nuova stagione culturale, fissando l'inizio degli incontri per Lunedì 10 Ottobre 2011. In attesa di brindare insieme nella sede di Cagliari, siamo lieti di annunciare che Domenica 2 Ottobre, a Sardara, partirà la 5° edizione consecutiva della rassegna "Viaggio nella Storia", curata da Pierluigi Montalbano.
Questo primo appuntamento esterno prevede un itinerario che, partendo dalla Chiesa S.M.Acquas, si snoderà in pieno Campidano, su un antico isolotto roccioso nel quale si erge il Castello di Monreale.
Visiteremo le antiche miniere di fluoro, di ferro e di piombo. (per info: www.minieredisardegna.it - miniere - Sardegna centrale - miniere di Sardara).
Il trekking ci porterà alla scoperta di questi luoghi dimenticati (circa 5 km di percorso in due ore). Consigliamo un abbigliamento comodo e una bottiglia d’acqua.
La mattinata è organizzata dall'Associazione Sentieri Alternativi in collaborazione con Minieredisardegna.it, Proloco-Sardara e Comune di Sardara.
Ritrovo: ore 9:15, fronte Chiesa di S.M. Acquas. Partenza: ore 9:30 Accompagnatore: Ing. Massimo Scanu
Alle 13.00, presso chiesa di Santa Maria Acquas, ci sarà il pranzo con menù da 12 Euro composto da antipasto di terra, primo, secondo di carne, frutta, bibite.
Nel pomeriggio, alle 16.00, visiteremo il villaggio nuragico di Santa Anastasia con l'annesso pozzo sacro, e alle 17.00 il museo archeologico. (il biglietto cumulativo scontato per gruppi è fissato a 2.60 Euro).
Per informazioni e prenotazioni inviate una mail o telefonate ai numeri in locandina.

Il santuario, uno dei più importanti della Sardegna nuragica, ha come fulcro il tempio a pozzo realizzato con blocchi di basalto e calcare e orientato in direzione N-E/S-O. È costituito da un atrio con sedili parzialmente lastricato, da una scala di 12 gradini protetta da uno stretto corridoio, da una copertura degradante e da una camera circolare con copertura a "tholos". La vena sorgiva, convogliata in un cunicolo lungo 5-6 m, scaturiva da un'apertura munita di architrave alla base della camera del pozzo, nel lato opposto alla scala.
Il tempio, datato al tardo Bronzo (XIII-XII a.C.), è inserito in un articolato insediamento a carattere civile e religioso ancora in fase di scavo. Esso comprende, a circa m 10 a S dal primo pozzo, un secondo pozzo sacro, in opera isodoma, del quale alcuni conci - ornati con motivi incisi e a sbalzo o a bozze mammillari in rilievo, uno in forma di protome taurina - sono murati nella facciata della chiesa di Sant'Anastasia.
Gli scavi hanno inoltre messo in luce il tratto di un grande recinto ad andamento curvilineo, simile al "recinto delle feste" del santuario nuragico di Serri, fiancheggiato da un bancone di lastre di scisto, probabilmente collegabile con un porticato.
All'interno del recinto si individuano i resti di diverse capanne. Una di queste, la "capanna 5", dotata di un bancone-sedile e di due grandi nicchie rettangolari, presentava al centro una colonnina in arenaria sormontata da due dischi che fungeva da supporto di un altare a forma di torre nuragica. Presso l'ingresso, una fossa rettangolare scavata nel bancone roccioso conteneva un orcio ricolmo di manufatti in bronzo, tra cui strumenti da fonditore per attività artigianali e materiale frammentario destinato ad essere rifuso. Accanto all'orcio furono trovati tre bellissimi bacili di bronzo.
La capanna, probabilmente una "sala delle riunioni" per i capi del villaggio, fu realizzata alla fine del Bronzo finale (fine XI-X a.C.), mentre i materiali del ripostiglio vi furono nascosti tra la fine dell'VIII a.C. e l'inizio del VII a.C.
Presso la soglia della "capanna 1", anch'essa del Bronzo finale, fu invece rinvenuto uno scodellone fittile contenente lingotti del tipo "ox-hide", deposto nell'età del Ferro.
Il rinvenimento di matrici di fusione in terracotta nell'area esterna alla "capanna 4" testimonia la produzione sul posto di manufatti metallici.
All'interno della chiesa è invece presente un pozzo nuragico d'uso, inserito originariamente in una capanna del villaggio, che ha restituito materiali databili tra il Bronzo finale e il VII a.C.
L'utilizzazione dell'area per finalità religiose è dunque persistita dopo i tempi nuragici, come documentano la ceramica punica rinvenuta negli scavi e i resti dell'edificio bizantino (intitolato a Santa Anastasia) sottostante alla chiesa oggi visibile e risalente al XV secolo.
I reperti di Sant'Anastasia sono esposti preso il Museo civico di Sardara "Villa Abbas" e presso il Museo archeologico nazionale di Cagliari.
L'immagine del pozzo di Sant'Anastasia è di www.sardegnacultura.it
giovedì 28 luglio 2011
Bicentenario dalla scomparsa di Francesca Sanna Sulis

Francesca Sanna Sulis imprenditrice sarda del Settecento, protagonista e testimone dei moti insurrezionali del 28 Aprile 1794
E' questo l'oggetto del convegno tenutosi a Assemini, presso la scuola media "Costantino Nivola", organizzato dall'Associazione culturale "Riprendiamoci la Sardegna" il 05 Maggio 2011 e replicata il 31 Maggio per la scuola elementare della stessa direzione didattica.
A margine del convegno è stato realizzato un laboratorio teatrale che ha visto protagonisti gli studenti della scuola media che hanno interpretato alcune scene dell'opera dedicata alla vita di Francesca Sanna Sulis. La manifestazione si è avvalsa della collaborazione degli allievi del corso di musica della stessa scuola Nivola.
Pioniera settecentesca dell'imprenditoria femminile, esce ora dall'oblio grazie a un libro di Lucio Spiga: "Le vie della seta sono infinite".
Raccontano di mondi lontani, e possono scorrere a pochi passi da casa nostra. Vicine nella dimensione dello spazio, lontane anni luce in quelle del tempo: che è un grande nemico della coscienza, se non è sostenuto dalla memoria. È accaduto così che la Sardegna abbia perso per troppi anni la cognizione di una pioniera dell'imprenditoria femminile e della formazione professionale: una donna, forte e preziosa come la seta, la cui vita si è identificata con la coltivazione dei gelsi. Francesca Sanna Sulis, che nacque a Muravera (Feraxi) due secoli fa e arrivò a vestire Caterina di Russia.
A riproporre la sua singolarissima storia, a intrecciare un racconto che è personale, storico, politico, è ora uno studio del giornalista Lucio Spiga. Edito dalla Workdesign di Selargius, è il frutto di una ricerca testarda e appassionata, che ha portato l'autore a spulciare negli archivi, quello di Stato e quello Arcivescovile Diocesano, e a ripercorrere a ritroso l'eccezionale percorso di Donna Francesca. Nata nel giugno 1716 da una famiglia di ricchi possidenti di aziende agricole e allevamenti di bestiame, morì a Cagliari nel 1810, a 94 anni. Sposa giovanissima del giureconsulto cagliaritano Pietro Sanna Lecca, estensore degli editti e dei pregoni della Real Casa di Savoia, si dedicò ben presto all'attività familiare, ampliando la coltivazione dei gelsi e avviando una fiorente coltura dei bachi da seta. Imprenditrice coraggiosa, fu formatrice di centinaia di giovani donne di tutti i paesi della Sardegna che alla sua scuola appresero l'arte della filatura e della tessitura ed ereditarono il suo spirito imprenditoriale, ricevendo in dono, a fine corso, un telaio. Francesca Sanna Sulis fu anche stilista («inventò il made in Italy», sostiene entusiasta Spiga) e per parecchi anni le sue collezioni furono proposte al pubblico milanese a palazzo Giulini: dame e principesse di casa Savoia, Caterina di Russia, furono tra le sue clienti.
Ma Francesca Sulis non era soltanto una un'anticipatrice: destinò importanti risorse all'educazione e al sostentamento dei bambini poveri. E chiuse la sua lunga vita con un altro gesto di generosità, lasciando i suoi beni ai poveri di Muravera e Quartucciu. Un gesto che le valse un riconoscimento postumo dal Re Carlo Alberto nel 1845. Poi l'oblio. Fino a1 1960, quando Lucio Spiga avviò le ricerche sulla nobildonna.

Le prime, scarne notizie finirono otto anni più tardi nel suo libro “Il mio Paese, Quartucciu”. Le altre hanno nutrito per una quarantina d'anni la sua ricerca, fino a dare vita a questo studio. Ad arricchirlo, gli apporti del sindaco di Muravera Salvatore Piu, di Antonio Romagnino, di Adriana Gallistru (Archivio di stato) di Gabriella Gallistru (autrice dei ritratti di Francesca Sulis), di Alberto Longatti (giornalista comasco). Due interviste squarciano altri veli: quella al discendente don Enrico Sulis, e quella all'avvocato Giovanni Fara Puggioni, fortemente attratto dalla figura dell'imprenditrice (oltre che dalla sua passione «per le scartoffie») grazie ai racconti di Maria Sulis, nonna di sua moglie Annamaria Delitala.
Un libro quello di Lucio Spiga, generoso come l'autore, ricco di tributi e ringraziamenti ai molti che hanno collaborato a scriverlo, di immagini e documenti, cronache spicciole e storia. Il volume contiene anche il testamento di Donna Francesca, e una serie di interventi in appendice. Quello storico di Giuseppe Putzolu, quelli più personali di don Emilio Manca, parroco di San Nicola a Muravera, e di monsignor Gianfranco Zuncheddu, già parroco di Quartucciu. Infine lo studio genealogico di Fara Puggioni sulla famiglia Sulis.
Dopo la smemoratezza ora è il tempo del ricordo, che porta con sé una serie di manifestazioni legate al bicentenario della morte. Promosse dall'Associazione culturale “Amici di Francesca Sanna Sulis” hanno il patrocinio dei comuni di Cagliari, Muravera, Quartucciu, Regione, presidenza del Consiglio regionale, Provincia, circoli sardi di Como, Pavia, Magenta, particolarmente sensibili alla storia di un'imprenditrice che esportò in Lombardia e Piemonte gran parte della produzione, e “importò” in Sardegna molti esperti provenienti da quelle zone.
Il 4 febbraio, data della morte, nella chiesa medievale di Sant'Efisio, al Cimitero di Quartucciu, si è svolta una messa in suffragio. Il 6 Febbraio a Cagliari c'è stata la posa di una lapide presso la casa di via Lamarmora 61. Due ore più tardi, e pochi passi più in là, in Cattedrale, la messa solenne celebrata da monsignor Piergiuliano Tiddia, vescovo emerito di Oristano. Infine il 20 febbraio un convegno a Quartucciu, aula del consiglio comunale. A promuoverlo, col sindaco Pierpaolo Fois e l'amministrazione, la Biblioteca comunale, dal 2002 dedicata a Donna Francesca. A Muravera, che ha riscoperto l'illustre concittadina, il 2011 sarà segnato da iniziative in suo onore. Infine, il 05 Maggio e il 31 Maggio, la Compagnia Teatrale Nuova Scena ha rappresentato ad Assemini, nei locali della scuola Costantino Nivola,“La Signora dei gelsi”: sceneggiata da Riccardo Laria e diretta da Giuseppe Curreli.
A curare il lavoro, l'Associazione culturale “Riprendiamoci la Sardegna”, che ha inquadrato la Sulis nella cornice storica del periodo sabaudo.
A Pavia, l'Università ha ospitato il 6 marzo un convegno promosso dai circoli sardi di Como e Pavia. L'indomani a Magenta un convegno del circolo “Grazia Deledda”. Un fervore di iniziative testimoniate da un'intera pagina a firma di Alberto Longatti dedicata dal quotidiano La Provincia alla «gentildonna che dava a Como filo da torcere».
lunedì 20 giugno 2011
Escursione a Seulo e Sadali

Si è svolto Domenica 19 Giugno a Seulo e Sadali l’appuntamento con la rassegna culturale “Viaggio nella Storia” organizzata dall'associazione "Riprendiamoci la Sardegna" e curata da Pierluigi Montalbano, in collaborazione con i docenti dell’Università di Cagliari, giunta alla terza edizione consecutiva.
Grazie all'amico Giancarlo Musante, che mi ha inviato il prezioso contributo, vi offro un video sulla giornata di ieri a Seulo e Sadali. Viaggio nella Storia riprenderà in Autunno con le escursioni guidate a Sant'Antioco, Gesturi, Laconi e altri siti in via di definizione.
La giornata è iniziata alle 11.00 nella sala conferenze della biblioteca di Seulo. Pierluigi Montalbano ha esposto una relazione sulla civiltà nuragica, affrontando le proposte degli studiosi sui temi riguardanti le ceramiche incise, la funzione dei nuraghe, le architetture, le sepolture e la bronzistica, con una nota di approfondimento sui commerci con le altre civiltà mediterranee.

Al termine della relazione, prima del pranzo, è stato mostrato un filmato con i luoghi più suggestivi del territorio di Seulo, illustrato dal responsabile della Biblioteca comunale.
Alle 13.00 il gruppo è stato accolto all’agriturismo “Su Zippiri”, immerso nei boschi delle montagne circostanti il paese barbaricino. Il menù tipico è iniziato con l’assaggio del casu ajedu (formaggio bianco fresco acididulo) ed è proseguito con salumi locali, coratella, culurgionis, pecora in cappotto, maialetto, verdure, frutta, dolci sardi, caffè e liquori, per concludersi con gli assaggi di miele locale e torrone di Seulo.
Alle 16.30 i partecipanti, con una lunga passeggiata nei boschi, hanno visitato Su Stampu ‘e su Turrunu, è una singolare cascata immersa nel verde fitto della foresta di Addolì al confine tra i territori di Seùlo e Sadali. È uno dei monumenti naturali che rendono la Sardegna orgogliosa di potersi fregiare di una diversità del paesaggio davvero unica. Si assiste ad un fenomeno carsico di straordinaria bellezza.

L’acqua, attrice principale di questo ambiente naturale suggestivo, ha scavato, sullo strapiombo di una parete calcarea, un inghiottitoio dove l’acqua dopo essersi tuffata da un’altezza di circa 8 metri riappare magicamente in un grotta con al centro un laghetto ampio e trasparente.

Alle 18.00 la carovana ha raggiunto Sadali, dove Barbara, la guida locale, ha accompagnato il gruppo attraverso il centro storico, situato nella parte bassa del paese, raggiungibile percorrendo la caratteristica via Roma in cui confluiscono delle stradine secondarie che portavano ai vari rioni che caratterizzavano il paese nell'antichità. Il percorso è reso accattivante dal perenne gorgoglio dell'acqua che alimenta la cascata, il mulino e le numerose fontane. La particolare caratteristica del centro storico di Sadali è che sorge sopra il corso di un fiume che è possibile ammirare quando confluisce nella grotta "Sa Ucca Manna".

Su entrambi i lati del fiume si notano le antiche casette in pietra con portoni e finestre in legno e ornamentali balconcini in ferro battuto. Nel centro storico i partecipanti hanno visitato il mulino ad acqua, situato accanto alla splendida cascata.

Secondo fonti storiche era il primo mezzo meccanico costruito a Sadali per sfruttare la forza motrice delle acque del centro abitato. Costruito alla fine del 1600 da Don Salvatore Locci, si presenta costituito in gran parte da materiale ligneo, ad eccezione degli ingranaggi, che sono in ferro.

Ultima tappa, sempre nel centro storico di Sadali, è stata la bella chiesa di San Valentino risente dei cinque periodi storici e stilistici attraverso i quali è giunta fino a noi; fra la seconda metà del IX secolo e la prima metà del X secolo, fu edificato il nucleo centrale in stile tardo bizantino, durante la prima metà del XIV secolo la chiesa risentì dell'influenza dello stile gotico aragonese, visibile in special modo nel portale ogivale, ornato da graziose colonnine sorrette da peducci a decoro vegetale. Intorno al 1700 all'edificio fu aggiunta una cappella, e nei secoli successivi, se ne aggiunsero altre.

Nella prima metà del 1900 un nuovo campanile fu aggiunto a quello a vela.
mercoledì 15 giugno 2011
Lunedì 20 appuntamento con Gianfranco Frau e Gisella Vacca
Lunedì 20 Giugno la nostra associazione Riprendiamoci la Sardegna, organizza un appuntamento intitolato: "Allarme lingua,il difficile rapporto tra gli italiani e l'italiano".
Relatore della serata sarà Gianfranco Frau, coadiuvato dall'attrice Gisella Vacca che leggerà alcuni brani.
Appuntamento alle 20.00 nella sala conferenze "Sapori di Sardegna" in Viale Colombo 2 a Cagliari.
La lingua italiana vive oggi una condizione di grande sofferenza.
Intercalari, strafalcioni grammaticali ed un uso ingiustificato dei forestierismi sono espressione di un disagio della nostro idioma. Un disagio tanto grave da far ritenere preoccupante il futuro della lingua stessa. Questo pensa attualmente una buona parte degli esperti della materia, nella generale e colpevole indifferenza della politica.
I giornali, le televisioni e tutti gli organi d’ informazione sono i maggiori responsabili dell’attuale deriva, soprattutto in relazione all’introduzione nel nostro paese degli anglo-americanismi. Questi termini, lungi dal rappresentare un’effettiva necessità linguistica o culturale, sono espressione di una subalternità economica, a cui I’Italia non è in grado di sottrarsi. Il rischio è che, nel tempo, il fenomeno assuma i connotati di una dipendenza culturale o addirittura di un colonialismo linguistico. Sarebbe la fine, per la nostra bella lingua!
E’ necessario, pertanto, che tutti coloro che hanno gli strumenti e la necessaria autorevolezza (la scuola, in primo luogo) si adoperino per combattere l’attuale inquinamento linguistico, rappresentato anche dall’uso di fastidiosi dialettismi.
Relatore della serata sarà Gianfranco Frau, coadiuvato dall'attrice Gisella Vacca che leggerà alcuni brani.
Appuntamento alle 20.00 nella sala conferenze "Sapori di Sardegna" in Viale Colombo 2 a Cagliari.
La lingua italiana vive oggi una condizione di grande sofferenza.
Intercalari, strafalcioni grammaticali ed un uso ingiustificato dei forestierismi sono espressione di un disagio della nostro idioma. Un disagio tanto grave da far ritenere preoccupante il futuro della lingua stessa. Questo pensa attualmente una buona parte degli esperti della materia, nella generale e colpevole indifferenza della politica.
I giornali, le televisioni e tutti gli organi d’ informazione sono i maggiori responsabili dell’attuale deriva, soprattutto in relazione all’introduzione nel nostro paese degli anglo-americanismi. Questi termini, lungi dal rappresentare un’effettiva necessità linguistica o culturale, sono espressione di una subalternità economica, a cui I’Italia non è in grado di sottrarsi. Il rischio è che, nel tempo, il fenomeno assuma i connotati di una dipendenza culturale o addirittura di un colonialismo linguistico. Sarebbe la fine, per la nostra bella lingua!
E’ necessario, pertanto, che tutti coloro che hanno gli strumenti e la necessaria autorevolezza (la scuola, in primo luogo) si adoperino per combattere l’attuale inquinamento linguistico, rappresentato anche dall’uso di fastidiosi dialettismi.
martedì 14 giugno 2011
Escursione in Barbagia con la nostra associazione.
Viaggio nella Storia - Seulo
La rassegna “Viaggio nella Storia”, curata da Pierluigi Montalbano in collaborazione con l’Associazione “Riprendiamoci la Sardegna”, inizierà la sua 4° stagione consecutiva Domenica 19 Giugno con un’escursione nella incontaminata Barbagia di Seulo.
Per questa nuova stagione il programma è ancora da definire, e gradiremmo segnalazioni da parte degli amici che ci hanno accompagnato nelle scorse edizioni. I luoghi prescelti dovranno disporre di alcuni requisiti: un agriturismo che offre il menù tipico della zona ad un prezzo massimo di 25 Euro, una sala per il convegno all’interno della struttura ricettiva (o, in alternativa, comune, biblioteca…) e, naturalmente, alcuni siti da visitare (anche gestiti dalle guide locali). Potete inviare una mail o telefonare ai numeri 070.498594 - 338.2070515
L’appuntamento di Domenica 19 Giugno sarà alle ore 10.45 presso la sala convegni della Biblioteca Comunale di Seulo dove è previsto l’incontro / dibattito sulla Civiltà Nuragica : “La Sardegna all’epoca d’oro dei nuraghi”. La relazione sarà arricchita dalla proiezione di immagini e filmati.
Alle 12.00 Passeggiata e visita a “Sa Funtana e Su Predi”
Alle 13.00 Pranzo all’agriturismo “Su Zippiri”, con ricco menù tipico a 20 €
Nel pomeriggio l’escursione guidata nel territorio prevede alle 16.00 la visita a “Su Stampu e Su Turrunu”, e alle 17.00 la carovana di auto raggiungerà Sadali per visitare la cascata, il centro storico e il mulino.
Informazioni e prenotazioni: pierlu.mont@libero.it 070.498594 - 338.2070515
Sito ufficiale dell’evento: http://pierluigimontalbano.blogspot.com
La rassegna “Viaggio nella Storia”, curata da Pierluigi Montalbano in collaborazione con l’Associazione “Riprendiamoci la Sardegna”, inizierà la sua 4° stagione consecutiva Domenica 19 Giugno con un’escursione nella incontaminata Barbagia di Seulo.
Per questa nuova stagione il programma è ancora da definire, e gradiremmo segnalazioni da parte degli amici che ci hanno accompagnato nelle scorse edizioni. I luoghi prescelti dovranno disporre di alcuni requisiti: un agriturismo che offre il menù tipico della zona ad un prezzo massimo di 25 Euro, una sala per il convegno all’interno della struttura ricettiva (o, in alternativa, comune, biblioteca…) e, naturalmente, alcuni siti da visitare (anche gestiti dalle guide locali). Potete inviare una mail o telefonare ai numeri 070.498594 - 338.2070515
L’appuntamento di Domenica 19 Giugno sarà alle ore 10.45 presso la sala convegni della Biblioteca Comunale di Seulo dove è previsto l’incontro / dibattito sulla Civiltà Nuragica : “La Sardegna all’epoca d’oro dei nuraghi”. La relazione sarà arricchita dalla proiezione di immagini e filmati.
Alle 12.00 Passeggiata e visita a “Sa Funtana e Su Predi”
Alle 13.00 Pranzo all’agriturismo “Su Zippiri”, con ricco menù tipico a 20 €
Nel pomeriggio l’escursione guidata nel territorio prevede alle 16.00 la visita a “Su Stampu e Su Turrunu”, e alle 17.00 la carovana di auto raggiungerà Sadali per visitare la cascata, il centro storico e il mulino.
Informazioni e prenotazioni: pierlu.mont@libero.it 070.498594 - 338.2070515
Sito ufficiale dell’evento: http://pierluigimontalbano.blogspot.com
giovedì 9 giugno 2011
mercoledì 8 giugno 2011
Serata culturale
Creiamo insieme un Mondo Nuovo
Ripartiamo dalla Terra per un nuovo modello di Civiltà
Esistono momenti nella Storia dell'umanità che, per i cambiamenti che li caratterizzano, costituiscono dei veri e propri spartiacque, tali da stabilire un “prima” e un “dopo” tra loro inconciliabili. L'attuale momento storico è uno di questi spartiacque. Un intero sistema di falsi miti e pseudo valori, fondato su una concezione individualista e materialista dell'essere umano, sta miseramente crollando sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Come potrebbe essere altrimenti? Una classe dirigente inetta e succube ai grandi interessi ha gestito un modello di sviluppo orribile, che, basato sull'idea di una crescita illimitata, si dimostra stupido, perché ovviamente impossibile in un pianeta dalle risorse limitate. Ma, soprattutto, si dimostra pericoloso, perché quotidianamente umilia la dignità dell'essere umano e distrugge la bellezza e l'integrità della Natura.
Di fronte a tutto questo, il cambiamento è, fortunatamente, già in atto. E la risposta sta innanzitutto nella concezione di un legame mistico tra tutte le cose e sull'idea di un essere umano, non più dominatore, ma tutt'al più guardiano e custode di ciò che lo circonda. Se vorremo lasciare qualcosa di bello e intatto alle prossime generazioni, non potremo non partire dal ridimensionamento del potere di grandi banche e multinazionali, da un ritorno alla terra come base di un modello di sviluppo che abbia nel recupero della biodiversità la sua sublimazione, e da un nuovo assetto istituzionale che abbia nelle comunità locali (e non più negli Stati) la cellula base di una democrazia più vera e di un rapporto più corretto e proficuo tra città e territorio. Per le sue particolari caratteristiche fisiche e demografiche, e per il lascito straordinario della sua Saggezza tradizionale, la Sardegna si presta ad essere il laboratorio politico ideale di questo nuovo mondo possibile. A patto che si sappia mettere da parte tutte le divisioni e si acquisisca la piena consapevolezza delle nostre straordinarie potenzialità.
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