ASSOCIAZIONE CULTURALE APARTITICA O.N.L.U.S.
ORGANIZZAZIONE NON LUCRATIVA DI UTILITA' SOCIALE
| PER RIAPPROPRIARCI DELLA NOSTRA IDENTITA', E PERCHE' LA SARDEGNA ABBIA IL RUOLO CHE LE COMPETE, PROPONIAMO E ORGANIZZIAMO INCONTRI PER : | |||||||||||
| |||||||||||
mercoledì 8 giugno 2011
Serata culturale
Creiamo insieme un Mondo Nuovo
Ripartiamo dalla Terra per un nuovo modello di Civiltà
Esistono momenti nella Storia dell'umanità che, per i cambiamenti che li caratterizzano, costituiscono dei veri e propri spartiacque, tali da stabilire un “prima” e un “dopo” tra loro inconciliabili. L'attuale momento storico è uno di questi spartiacque. Un intero sistema di falsi miti e pseudo valori, fondato su una concezione individualista e materialista dell'essere umano, sta miseramente crollando sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Come potrebbe essere altrimenti? Una classe dirigente inetta e succube ai grandi interessi ha gestito un modello di sviluppo orribile, che, basato sull'idea di una crescita illimitata, si dimostra stupido, perché ovviamente impossibile in un pianeta dalle risorse limitate. Ma, soprattutto, si dimostra pericoloso, perché quotidianamente umilia la dignità dell'essere umano e distrugge la bellezza e l'integrità della Natura.
Di fronte a tutto questo, il cambiamento è, fortunatamente, già in atto. E la risposta sta innanzitutto nella concezione di un legame mistico tra tutte le cose e sull'idea di un essere umano, non più dominatore, ma tutt'al più guardiano e custode di ciò che lo circonda. Se vorremo lasciare qualcosa di bello e intatto alle prossime generazioni, non potremo non partire dal ridimensionamento del potere di grandi banche e multinazionali, da un ritorno alla terra come base di un modello di sviluppo che abbia nel recupero della biodiversità la sua sublimazione, e da un nuovo assetto istituzionale che abbia nelle comunità locali (e non più negli Stati) la cellula base di una democrazia più vera e di un rapporto più corretto e proficuo tra città e territorio. Per le sue particolari caratteristiche fisiche e demografiche, e per il lascito straordinario della sua Saggezza tradizionale, la Sardegna si presta ad essere il laboratorio politico ideale di questo nuovo mondo possibile. A patto che si sappia mettere da parte tutte le divisioni e si acquisisca la piena consapevolezza delle nostre straordinarie potenzialità.
martedì 7 giugno 2011
Indignazione e coraggio
Italiani indifferenti
Sacrosanto spazio alla protesta
di Riccardo Laria
Agostino di Ippona sosteneva che la speranza ha due formidabili figli: la rabbia intesa come indignazione e il coraggio. La speranza tuttavia non si realizza senza un attivo impegno, ma affinché essa si concretizzi bisogna che l'indignazione, opportunamente incanalata, sia sostenuta e propugnata con il coraggio. Da qualche mese in Francia sta furoreggiando per il successo ottenuto un opuscolo scritto da un signore di 93 anni, Stéphane Hessel, dal titolo Indignez-vous! (Indignatevi!). Questo signore ha ancora vive le terribili memorie del nazismo contro cui ha combattuto, cui si aggiungono, nella sua esortazione ad indignarci, le tante ingiustizie del mondo contemporaneo.
A ben guardare, a noi italiani e sardi in particolare, i buoni motivi per indignarci non mancano di certo, ad iniziare dal rinnovato assalto alle nostre coste con la minaccia delle pale eoliche in mare (oltre quelle su terra), all'inquinamento con il catrame sversato in mare, dalle velenose letali conseguenze dell'uranio impoverito nelle esondanti servitù militari di cui pullula la nostra Isola, per finire col trattamento ingiurioso per tutti i sardi cui sono stati sottoposti i pastori nel porto di Civitavecchia, privati col sopruso del loro sacrosanto diritto di esprimere una civile protesta nelle sedi istituzionali.
A tutti questi eccellenti motivi di indignazione tutta sarda si aggiunge da troppo tempo ormai l'insostenibile teatrino della politica (politica?) nazionale con le sue grottesche rappresentazioni in difesa dell'indecoroso comportamento del presidente del Consiglio e dei suoi cortigiani. Ma il vero motivo di indignazione è il fatto che troppi italiani non si sentano offesi da tutto ciò o quanto meno appaiano indifferenti: indignamoci dunque verso chi non si indigna! Solo avendo il coraggio di affermare perentoriamente la nostra indignazione potremo coltivare la speranza che qualcosa cambi e questo squallore abbia finalmente termine.
A ben guardare, a noi italiani e sardi in particolare, i buoni motivi per indignarci non mancano di certo, ad iniziare dal rinnovato assalto alle nostre coste con la minaccia delle pale eoliche in mare (oltre quelle su terra), all'inquinamento con il catrame sversato in mare, dalle velenose letali conseguenze dell'uranio impoverito nelle esondanti servitù militari di cui pullula la nostra Isola, per finire col trattamento ingiurioso per tutti i sardi cui sono stati sottoposti i pastori nel porto di Civitavecchia, privati col sopruso del loro sacrosanto diritto di esprimere una civile protesta nelle sedi istituzionali.
A tutti questi eccellenti motivi di indignazione tutta sarda si aggiunge da troppo tempo ormai l'insostenibile teatrino della politica (politica?) nazionale con le sue grottesche rappresentazioni in difesa dell'indecoroso comportamento del presidente del Consiglio e dei suoi cortigiani. Ma il vero motivo di indignazione è il fatto che troppi italiani non si sentano offesi da tutto ciò o quanto meno appaiano indifferenti: indignamoci dunque verso chi non si indigna! Solo avendo il coraggio di affermare perentoriamente la nostra indignazione potremo coltivare la speranza che qualcosa cambi e questo squallore abbia finalmente termine.
lunedì 6 giugno 2011
Rappresentazione teatrale in occasione del bicentenario della scomparsa di Francesca Sanna Sulis

Francesca Sanna Sulis imprenditrice sarda del Settecento, protagonista e testimone dei moti insurrezionali del 28 Aprile 1794
E' questo l'oggetto del convegno tenutosi a Assemini, presso la scuola media "Costantino Nivola", organizzato dall'Associazione culturale "Riprendiamoci la Sardegna" il 05 Maggio 2011 e replicata il 31 Maggio per la scuola elementare della stessa direzione didattica.
A margine del convegno è stato realizzato un laboratorio teatrale che ha visto protagonisti gli studenti della scuola media che hanno interpretato alcune scene dell'opera dedicata alla vita di Francesca Sanna Sulis. La manifestazione si è avvalsa della collaborazione degli allievi del corso di musica della stessa scuola Nivola.
Pioniera settecentesca dell'imprenditoria femminile, esce ora dall'oblio grazie a un libro di Lucio Spiga: "Le vie della seta sono infinite".
Raccontano di mondi lontani, e possono scorrere a pochi passi da casa nostra. Vicine nella dimensione dello spazio, lontane anni luce in quelle del tempo: che è un grande nemico della coscienza, se non è sostenuto dalla memoria. È accaduto così che la Sardegna abbia perso per troppi anni la cognizione di una pioniera dell'imprenditoria femminile e della formazione professionale: una donna, forte e preziosa come la seta, la cui vita si è identificata con la coltivazione dei gelsi. Francesca Sanna Sulis, che nacque a Muravera (Feraxi) due secoli fa e arrivò a vestire Caterina di Russia.
A riproporre la sua singolarissima storia, a intrecciare un racconto che è personale, storico, politico, è ora uno studio del giornalista Lucio Spiga. Edito dalla Workdesign di Selargius, è il frutto di una ricerca testarda e appassionata, che ha portato l'autore a spulciare negli archivi, quello di Stato e quello Arcivescovile Diocesano, e a ripercorrere a ritroso l'eccezionale percorso di Donna Francesca. Nata nel giugno 1716 da una famiglia di ricchi possidenti di aziende agricole e allevamenti di bestiame, morì a Cagliari nel 1810, a 94 anni. Sposa giovanissima del giureconsulto cagliaritano Pietro Sanna Lecca, estensore degli editti e dei pregoni della Real Casa di Savoia, si dedicò ben presto all'attività familiare, ampliando la coltivazione dei gelsi e avviando una fiorente coltura dei bachi da seta. Imprenditrice coraggiosa, fu formatrice di centinaia di giovani donne di tutti i paesi della Sardegna che alla sua scuola appresero l'arte della filatura e della tessitura ed ereditarono il suo spirito imprenditoriale, ricevendo in dono, a fine corso, un telaio. Francesca Sanna Sulis fu anche stilista («inventò il made in Italy», sostiene entusiasta Spiga) e per parecchi anni le sue collezioni furono proposte al pubblico milanese a palazzo Giulini: dame e principesse di casa Savoia, Caterina di Russia, furono tra le sue clienti.
Ma Francesca Sulis non era soltanto una un'anticipatrice: destinò importanti risorse all'educazione e al sostentamento dei bambini poveri. E chiuse la sua lunga vita con un altro gesto di generosità, lasciando i suoi beni ai poveri di Muravera e Quartucciu. Un gesto che le valse un riconoscimento postumo dal Re Carlo Alberto nel 1845. Poi l'oblio. Fino a1 1960, quando Lucio Spiga avviò le ricerche sulla nobildonna.

Le prime, scarne notizie finirono otto anni più tardi nel suo libro “Il mio Paese, Quartucciu”. Le altre hanno nutrito per una quarantina d'anni la sua ricerca, fino a dare vita a questo studio. Ad arricchirlo, gli apporti del sindaco di Muravera Salvatore Piu, di Antonio Romagnino, di Adriana Gallistru (Archivio di stato) di Gabriella Gallistru (autrice dei ritratti di Francesca Sulis), di Alberto Longatti (giornalista comasco). Due interviste squarciano altri veli: quella al discendente don Enrico Sulis, e quella all'avvocato Giovanni Fara Puggioni, fortemente attratto dalla figura dell'imprenditrice (oltre che dalla sua passione «per le scartoffie») grazie ai racconti di Maria Sulis, nonna di sua moglie Annamaria Delitala.
Un libro quello di Lucio Spiga, generoso come l'autore, ricco di tributi e ringraziamenti ai molti che hanno collaborato a scriverlo, di immagini e documenti, cronache spicciole e storia. Il volume contiene anche il testamento di Donna Francesca, e una serie di interventi in appendice. Quello storico di Giuseppe Putzolu, quelli più personali di don Emilio Manca, parroco di San Nicola a Muravera, e di monsignor Gianfranco Zuncheddu, già parroco di Quartucciu. Infine lo studio genealogico di Fara Puggioni sulla famiglia Sulis.
Dopo la smemoratezza ora è il tempo del ricordo, che porta con sé una serie di manifestazioni legate al bicentenario della morte. Promosse dall'Associazione culturale “Amici di Francesca Sanna Sulis” hanno il patrocinio dei comuni di Cagliari, Muravera, Quartucciu, Regione, presidenza del Consiglio regionale, Provincia, circoli sardi di Como, Pavia, Magenta, particolarmente sensibili alla storia di un'imprenditrice che esportò in Lombardia e Piemonte gran parte della produzione, e “importò” in Sardegna molti esperti provenienti da quelle zone.
Il 4 febbraio, data della morte, nella chiesa medievale di Sant'Efisio, al Cimitero di Quartucciu, si è svolta una messa in suffragio. Il 6 Febbraio a Cagliari c'è stata la posa di una lapide presso la casa di via Lamarmora 61. Due ore più tardi, e pochi passi più in là, in Cattedrale, la messa solenne celebrata da monsignor Piergiuliano Tiddia, vescovo emerito di Oristano. Infine il 20 febbraio un convegno a Quartucciu, aula del consiglio comunale. A promuoverlo, col sindaco Pierpaolo Fois e l'amministrazione, la Biblioteca comunale, dal 2002 dedicata a Donna Francesca. A Muravera, che ha riscoperto l'illustre concittadina, il 2011 sarà segnato da iniziative in suo onore. Infine, il 05 Maggio e il 31 Maggio, la Compagnia Teatrale Nuova Scena ha rappresentato ad Assemini, nei locali della scuola Costantino Nivola,“La Signora dei gelsi”: sceneggiata da Riccardo Laria e diretta da Giuseppe Curreli.
A curare il lavoro, l'Associazione culturale “Riprendiamoci la Sardegna”, che ha inquadrato la Sulis nella cornice storica del periodo sabaudo.
A Pavia, l'Università ha ospitato il 6 marzo un convegno promosso dai circoli sardi di Como e Pavia. L'indomani a Magenta un convegno del circolo “Grazia Deledda”. Un fervore di iniziative testimoniate da un'intera pagina a firma di Alberto Longatti dedicata dal quotidiano La Provincia alla «gentildonna che dava a Como filo da torcere».
domenica 5 giugno 2011
Centrali nucleari in Italia
Ecco i primi 15 siti che ospiteranno centrali nucleari e depositi di scorie se non passa il referendum.
Fonte: http://letteraviola.it/2011/06Enel ha denunciato alla polizia il furto negli uffici romani dell’area nucleare a Tor di Quinto di un computer ”contenente documenti aziendali relativi a studi e analisi preliminari, privi di risvolti operativi, sulle caratteristiche di siti per impianti nucleari in Italia e all’estero”. Il furto del pc, denuncia l’Enel, avviene a pochi giorni dalla tornata referendaria. Ma cosa conteneva quel pc? Quali infornazioni? Intanto eccovi i primi (ma non ultimi) siti che dovrebbero ospitare centrali e depositi di scorie radioattive se il 12-13 giugno non dovesse passare il referendum. Un vecchio elenco del Cnen* ne individuava, a regime, circa 45, ma secondo i Verdi ed Enel (incaricata del progetto nucleare) i primi sono questi:
Trino Vercellese, Caorso, in Lombardia una centrale fra Mantova e Cremona lungo l’asta pluviale del Po, Monfalcone, Chioggia, San Benedetto del Tronto, Scarlino (Grosseto), Montalto di Castro, Borgo Sabotino (Latina), Oristano, Termoli, Mola di Bari, Scansano Ionico (Matera), Palma di Montechiaro e un deposito di scorie a Garigliano (fra Caserta e Latina).*Questo è invece il vecchio (ma sempre attuale) elenco del Cnen
Piemonte
1. la zona lungo il Po, da Trino a nord di Chivasso (Vercelli).
2. la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea (Biella)
Lombardia
3. la zona a nord di Voghera lungo il Po (Pavia)
4. la zona a sud di Mantova lungo il Po
5. la zona a sud di Cremona lungo il Po
Veneto
6. la zona a sud di Legnago fra Adige e Po (Rovigo)
7. la zona del delta del Po (Rovigo)
8. la zona della foce del Piave (Venezia)
9. la zona costiera al confine con il Friuli (Venezia)
Friuli Venezia Giulia
10. la zona costiera al confine con il Veneto (Udine)
11. la zona lungo il Tagliamento tra Spilimbergo e Latisana (Udine-Pordenone)
Emilia Romagna
12. La zona costiera a nord (Ferrara e Ravenna) e la meridionale fino a Rimini
13. La zona a nord di Fidenza fra Taro e Po (Parma)
Toscana
14. Isola di Pianosa (Livorno)
15. la zona costiera a nord di Piombino fino a Cecina (Livorno)
16. la zona a sud di Piombino fino a Follonica (Grosseto)
17. la zona costiera di Grosseto e la zona a nord e a sud del Monte Argentario (Grosseto)
Lazio
18. la zona costiera di Montalto di Castro (Viterbo)
19. l’area di confluenza tra Nera e Tevere tra Magliano Sabina e Orte (Viterbo)
20. l’area costiera di Borgo Sabotino (Latina)
Campania
21. Foce del Garigliano (Caserta)
22. Foce del Sele (Salerno)
Calabria
23. area costiera di Sibari (Cosenza)
24. la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cosenza.
25. la zona costiera ionica vicino alla foce del Neto (Crotone) a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
26. la zona costiera ionica in corrispondenza di Sella Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Catanzaro)
Molise
27. la zona costiera meridionale alla foce del Biferno (Termoli)
Puglia
28. zona costiera al confine con la Basilicata (Taranto)
29. zona costiera a nord del promontorio del Gargano in prossimità di Lesina (Foggia)
30. zona costiera del Golfo di Manfredonia (Foggia)
31. la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo (Lecce)
32. la zona costiera ionica a sud di Gallipoli (Lecce)
33. la zona costiera adriatica a nord di Otranto (Lecce) vincoli naturalistici
34. la zona costiera a sud di Brindisi (Lecce) vincoli naturalistici
35. la zona costiera in corrispondenza di Ostuni (Brindisi)
Basilicata
36. tutta la costa ionica della regione
Sardegna
37. foce del Flumendosa (Cagliari)
38. costa orientale a sud del Golfo di Orosei (Nuoro)
39. costa orientale a nord del Golfo di Orosei (Nuoro)
40. zona costiera sud tra Pula e Santa Margherita di Pula (Cagliari)
41. costa occidentale zona costiera a nord e sud del Golfo di Oristano (Oristano)
Sicilia
42. zona costiera intorno al comune di Licata (Agrigento)
43. la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo (Ragusa)
44. la zona costiera intorno a Gela (Caltanissetta)
45. la zona costiera a sud di Mazara del Vallo (Trapani).
Rifiuti tossici: dove sono finiti?
Sardegna, nucleare e rifiuti nocivi: Che fine hanno fatto i veleni della base atomica USA di La Maddalena?
di Daniele Puddu
La battaglia contro il nucleare in Sardegna scorre parallela e a volte interseca anche la lotta contro l'inquinamento (Quirra e Saras) e lo scandalo sui rifiuti tossici trovati nel fondale antistante le strutture dell'ex-arsenale realizzate per il famigerato G8 (e oggi Mita Resort), tratto di mare peraltro posto sotto sequestro dalla magistratura di Tempio.
Ma vediamo cosa è successo attraverso alcune citazioni:
"26 gennaio del 2008, dopo 35 anni, viene ammainata la bandiera stelle e strisce a La Maddalena: gli statunitensi abbandonano la base atomica (ospitava sommergibili a propulsione nucleare, ndr). Attenzione: a-to-mi-ca. Vuol dire migliaia di tonnellate di rifiuti speciali da rimuovere, quindi soldi, maestranze specializzate, luoghi di stoccaggio e tempo (citazione da ilfattoquotidiano)".
C'è chi si spinge a dire che tra tali rifiuti potessero esservi scorie nucleari (ma sempre amianto, idrocarburi e metalli pesanti nel migliore dei casi):
"In breve, si dovevano far sparire le scorie nucleari della vecchia base USA di La Maddalena, per via dell'imminente famigerato G8. Ma nessun sardo, umano o pesce che sia, ha mai visto in zona traccia di tale operazione né di navi addette allo scopo. Eppure le scorie risultano rimosse. La domanda è: dove diavolo le hanno ficcate? (citazione dal blog Petrolio di Deborah Billi)".
Intanto la magistratura di Tempio sequestra 60 mila metri quadrati di mare:
"I giudici vogliono capire come siano stati spesi realmente i 31 milioni che l'organizzazione guidata da Bertolaso asserisce di aver impiegato per portar via dall'ex arsenale i veleni (citazione da La Nuova Sardegna)".
La Maddalena, Quirra, Saras (ma io scaverei anche attorno alla ex Rumianca e tanti altri siti ancora come Porto Torres o Portovesme), pur senza voler creare allarmismi ad ogni costo (è giusto indagare a 360° ma dubito fortemente ci fossero davvero stoccate scorie nucleari a La Maddalena), direi che è probabilmente finito il tempo nel quale i sardi pur di avere "lavoro" hanno accettato di svendere il proprio territorio con ricadute ambientali devastanti. Chissà che proprio dal Referendum sul Nucleare in Sardegna non sia finalmente partita una definitiva presa si coscienza che porti verso uno sviluppo sostenibile della nostra isola. Uno sviluppo che non dobbiamo chiedere, ma pretendere (se non imporre) dalla nostra incapace classe dirigente.
giovedì 2 giugno 2011
Ci vuole la Giornata del dolore
Impossibile festeggiare un pianeta avvelenato
di Vincenzo Mereu
Il 22 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della Terra, istituita nel 1970 dal presidente degli Stati Uniti Gerald Ford. Si può far festa davanti a un pianeta inquinato, devastato, avvelenato di gas? La foresta amazzonica possedeva milioni di specie di insetti, 2 mila di pesci, 1800 di uccelli, 250 di mammiferi, e un gran numero di anfibi e rettili. Tantissime sono ormai scomparse. Immense estensioni sono state incendiate e disboscate per attività agricole. La foresta assorbe dall'aria CO2, anidride carbonica, e restituisce all'aria ossigeno, regola il regime pluviale e le condizioni climatiche del pianeta.
Un rapporto dell'Union for Conservation of Nature dimostra che le api e il plancton sono tra le specie più preziose e a rischio. Le api impollinano i fiori per la formazione dei frutti e dei semi. Senza le api non è possibile la vita delle piante e degli esseri viventi. Il plancton produce la metà dell'ossigeno del pianeta, compromesso dall'inquinamento del mare. Inoltre anche l'aria è inquinata dall'anidride carbonica e dal monossido di carbonio emessi dalle macchine. Ma le esalazioni più necrotiche sono quelle provenienti dalle centrali nucleari che non danno più alcuna sicurezza e minacciano la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, compreso l'uomo. Quando cesserà la deforestazione, l'inquinamento dell'aria e del mare, saranno smantellate tutte le centrali nucleari, e i popoli e i governati saggi metteranno fine alla follia dei malfattori che stanno distruggendo il pianeta, allora si potrà celebrare la Festa della Terra. Ora bisogna istituire la Giornata del dolore e della riflessione. Mai l'uomo ha avuto tanto bisogno dell'educazione quanto oggi per la sua formazione civile, in favore della Terra e dell'Umanità: le due vittime del nostro tempo.
Un rapporto dell'Union for Conservation of Nature dimostra che le api e il plancton sono tra le specie più preziose e a rischio. Le api impollinano i fiori per la formazione dei frutti e dei semi. Senza le api non è possibile la vita delle piante e degli esseri viventi. Il plancton produce la metà dell'ossigeno del pianeta, compromesso dall'inquinamento del mare. Inoltre anche l'aria è inquinata dall'anidride carbonica e dal monossido di carbonio emessi dalle macchine. Ma le esalazioni più necrotiche sono quelle provenienti dalle centrali nucleari che non danno più alcuna sicurezza e minacciano la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi, compreso l'uomo. Quando cesserà la deforestazione, l'inquinamento dell'aria e del mare, saranno smantellate tutte le centrali nucleari, e i popoli e i governati saggi metteranno fine alla follia dei malfattori che stanno distruggendo il pianeta, allora si potrà celebrare la Festa della Terra. Ora bisogna istituire la Giornata del dolore e della riflessione. Mai l'uomo ha avuto tanto bisogno dell'educazione quanto oggi per la sua formazione civile, in favore della Terra e dell'Umanità: le due vittime del nostro tempo.
E' nato il nostro sito.
Buongiorno a tutti gli amici e soci di "Riprendiamoci la Sardegna".
Nasce oggi il nostro sito on line, per una migliore divulgazione delle attività dell'associazione e per raccogliere idee, opinioni, riflessioni e proposte di chiunque vorrà contribuire alla nostra crescita.
Potete inviare mail, inserire articoli, commentare e suggerire attività o eventi.
Vi attendiamo numerosi.
Nell'immagine: Porto Giunco
Nasce oggi il nostro sito on line, per una migliore divulgazione delle attività dell'associazione e per raccogliere idee, opinioni, riflessioni e proposte di chiunque vorrà contribuire alla nostra crescita.
Potete inviare mail, inserire articoli, commentare e suggerire attività o eventi.
Vi attendiamo numerosi.
Nell'immagine: Porto Giunco
Iscriviti a:
Post (Atom)



